il pensiero
- Introduzione
- Johannes Brahms
- Wolfgang Amadeus Mozart
- La musica operistica
- L'ispirazione musicale
- Il rapporto con la natura
Introduzione
Čajkovskij ha lasciato una grande quantità di scritti, di lettere e di diari: la sua sensibilità si esprimeva sugli spartiti così come la sua intelligenza e la sua interiorità trovavano spazio sulla carta. Leggendo queste pagine si scopre moltissimo del suo carattere e non si può fare a meno di notare come nella musica egli abbia trovato il miglior modo per esprimerlo: in questa maniera, le composizioni di Čajkovskij si rivelano ancora più interessanti e imponenti nel loro significato. Certo, egli non amava essere conosciuto dalla gente nella sua intimità e nella sua sottile psicologia interiore, ma tuttavia possiamo considerare questo «sgarbo» nei suoi confronti come una necessità, affinché la sua musica possa dare realmente "conforto e sostegno" alla maggior parte di persone.
I suoi scritti «offrono l'opportunità di mostrare Čajkovskij per quello che realmente era, con tutti i suoi difetti. La figura del compositore non ne soffre in alcun modo; anzi, ci troviamo di fronte al ritratto completo di un uomo di grande fascino e sensibilità spirituale, un uomo dall'intelligenza multiforme e dai molteplici interessi. La ricchezza del suo carattere, la sua gentilezza, la sua modestia, il suo amore per i bambini e per la natura non possono suscitare altro che la nostra più calda simpatia. Ciò che Čajkovskij soffrì a causa della sua omosessualità certamente non suscita né disprezzo, né censura, ma piuttosto una profonda compassione e pietà. [...] La tendenza all'isolamento che sentiva come una disgrazia e come qualcosa di vergognoso, gli sforzi per vincere la sua natura, per essere come tutti gli altri, il suo tragico matrimonio e la crisi conseguente» se giudicati senza pregiudizi rendono la giusta chiarezza alla musica di Čajkovskij. «C'erano profonde radici psicologiche e fisiologiche per la visione del mondo tragica ed intensamente personale di Čajkovskij, per la sua disarmonia spirituale. Senza la conoscienza di quest'aspetto della vita del compositore è impossibile determinare l'origine di quell'angosciosa, trepidante ricerca della felicità irraggiungibile che caratterizza la sua trattazione musicale dell'amore. Nessun altro compositore dà ai suoi sentimenti tale espressione sublime» (Alexandra Orlova, Čajkovskij. A self-portrait., pagg. XIV-XV, Oxford University Press, New York, 1990).
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